Dal 2025 il CIN è diventato un requisito a regime per chi affitta in modo turistico in Italia, affitti brevi compresi. Non è un adempimento facoltativo né riservato a chi ha più immobili: riguarda chiunque metta un appartamento su Airbnb, Booking o qualsiasi altro canale, anche una sola unità e anche per pochi giorni all'anno.

Cos'è il CIN

Il CIN (Codice Identificativo Nazionale) è un codice alfanumerico assegnato dal Ministero del Turismo a ogni singola unità immobiliare destinata alla locazione turistica o agli affitti brevi. Va esposto in ogni annuncio online (Airbnb, Booking, siti propri) e anche fisicamente all'esterno dell'immobile, su un cartello visibile.

Chi deve richiederlo

Tutti i proprietari che affittano un immobile per finalità turistiche o come affitto breve, indipendentemente dal numero di notti, dalla frequenza o dal fatto che la gestione sia diretta o affidata a un property manager. Non esiste una soglia minima di giorni o di fatturato sotto la quale il CIN non serve.

Come si ottiene: la procedura corretta

È un punto spesso frainteso: il CIN non si richiede direttamente collegandosi al portale del Ministero del Turismo. C'è un passaggio preliminare obbligatorio a livello locale, e solo dopo si sblocca la richiesta nazionale.

  1. Comunicazione di avvio attività al Comune e alla Regione. Prima di tutto va presentata la comunicazione di inizio attività ricettiva/locazione turistica all'amministrazione locale competente (Comune e Regione, secondo le modalità previste dal proprio territorio).
  2. Rilascio del codice identificativo regionale. A seguito di questa comunicazione, viene rilasciato un codice regionale (dove previsto dalla normativa locale).
  3. Attesa di 24 ore. Solo trascorse 24 ore dal rilascio del codice regionale, questo risulta effettivamente collegato alla Banca Dati Nazionale.
  4. Accesso al portale del Ministero del Turismo con SPID. A questo punto ci si autentica sul portale nazionale tramite SPID (o CIE) e, avendo il codice regionale già attivo nel sistema, si può finalmente richiedere il CIN inserendo i dati catastali e identificativi dell'immobile.

Saltare il passaggio locale, o provare a richiedere il CIN prima che siano trascorse le 24 ore dal rilascio del codice regionale, è l'errore più comune: il sistema semplicemente non permette di procedere. Una volta ottenuto, il CIN resta associato a quell'unità immobiliare in modo permanente, salvo variazioni sostanziali dell'immobile stesso.

Le sanzioni in caso di omissione

Chi pubblica un annuncio senza CIN rischia una sanzione fino a 8.000 euro. Chi ha il CIN ma non lo espone correttamente nell'annuncio o sull'immobile rischia una sanzione fino a 5.000 euro per ogni violazione riscontrata. Sono importi che rendono la regolarizzazione, anche tardiva, molto più conveniente del rischio.

Chi se ne occupa se hai una gestione professionale

Con la Gestione Completa di Soggiorno Semplice questa parte burocratica non resta a tuo carico: seguiamo noi la comunicazione di avvio attività, il collegamento con il codice regionale e la richiesta del CIN, oltre a occuparci dell'esposizione corretta negli annunci e nell'immobile.

Continua a leggere

Non sei sicuro di essere in regola con il CIN?

Scrivici: verifichiamo insieme la tua situazione e, se serve, ci occupiamo noi di tutta la procedura.

Questo articolo ha scopo informativo generale e non sostituisce una consulenza legale o fiscale personalizzata. Le procedure possono variare leggermente da Regione a Regione: per il tuo caso specifico verifica sempre con il tuo Comune di riferimento o con il tuo commercialista.